Storia e attualità

Le proprietà collettive e le Vicinie

Le proprietà collettive hanno radici storiche antichissime, comuni a tutto l'arco alpino e sono all'origine delle due istituzioni che ancora oggi sopravvivono con forme giuridiche diverse: gli Usi Civici e le Vicinie. I primi oggi ancora molto attivi, sono normalmente legati al territorio montano di una determinata comunità, si occupano di amministrazione e gestione di boschi, pascoli e malghe.

Il diritto di uso civico appartiene indistintamente a tutti i residenti nella comunità, che può essere l'intero comune o una frazione. Le Vicinie, attualmente meno numerose ed anche diversificate nell'impianto organizzativo sono invece storicamente legate alle antiche famiglie residenti nel villaggio.

La Vicinia può essere definita, secondo Mauro Grazioli "Un consorzio fra privati per gestire beni comuni. Un vincolo di solidarietà e di interesse che a un certo momento può corrispondere in buona parte al villaggio. L'istituzione vicinale oltre a regolare la vita interna del villaggio o amministrare boschi e campagne forse legati all'origine stesso del virus gestisce quanto derivato in eredità a un gruppo di persone da parte di famiglie esiste per cause naturali o per cause naturali o per le frequenti pestilenze".

L'origine delle Vicinie è antichissima e trova radici nelle culture germaniche nel loro diritto.

Anche la "fara" dei longobardi, un tipico insediamento di clan familiari, che gestivano in comunità un particolare territorio, influenzò probabilmente la struttura e la forma organizzativa delle Vicinie, legando la proprietà collettiva alle famiglie residenti nel villaggio.

La carenza o meglio la frammentarietà della documentazione medioevale ha reso difficile una ricostruzione storica dell'istituto della Vicinia. Comunque nel tenesse le Vicinie erano presenti in tutte le Ville rivestendo importanti funzioni sociali ed economiche: dalla suddivisione e presidio del territorio, alla gestione comune di attività e attrezzature agricole, ai vari aspetti della vita nei villaggi, acquisendo terreni e prestando denaro. Realtà molto vive e dinamiche, documentate negli atti dei notai del seicento e settecento e che esistevano sicuramente anche nei secoli precedenti.

Le Vicinie del tennese

Le Vicinie tenessi, legate alle singole Ville ed ai relativi nuclei familiari originari svolgevano le loro funzioni autonomamente anche se con forme e ruoli diversi fra di loro. È possibile ipotizzare l'origine delle Vicinie del tenesse, come peraltro in molti altri casi, nella necessità di gestire i terreni comuni circostanti i villaggi fin dalla caduta dell'impero romano. Nei secoli successivi si sono aggiunti fondi provenienti da lasciti, anche in seguito alle pestilenze, creando nuove Vicinie come le due Grandi di Tenno e Ville. La Vicinia grande di Tenno, che raggruppava alcune famiglie delle tre Ville del piano (Frapporta, Gardola e Veduto) è documentata fin dal 1375 ed è stata costituita per designazione ereditaria forse in seguito all'epidemia di peste. Ogni anno era nominato un Sindaco dei morti per vigilare sulle volontà dei legatari e sulla distribuzione del pane e del sale.

La Vicinia grande operava, come testimoniano numerosi documenti, incrementando i propri beni prestando soldi, comprando e vendendo terreni. Si scioglie a meta dell'ottocento. Sempre a Tenno è documentata l'esistenza della Vicinia piccola chiamata anche del "Rosto" legata alle antiche famiglie di Gardola e Veduto.

A Pranzo la Vicinia formata dalla gran parte delle famiglie, documenta dalla Carta di Regola del 1356, assumeva un ruolo importante nella vita del villaggio.

La Vicinia di Cologna e Gavazzo appare per la prima volta in un documento testamentario del 1460 e anche in questa Vicinia la peste del 1630 dà luogo a lasciti. Lentamente decade e oggi rimane solo la tradizione della distribuzione del pane.

 

possiede un solo terreno e appartiene ai ceppi familiari Berti, Cazzolli, Corraini, Dongilli, Menini, Zanolli.

 

La Vicinia di Pastoedo che possiede due terreni è invece legata a due solo cognomi Bonomi e Speranza. 

Le due Vicinie di Canale e Pastoedo, pur essendo ancora operative, sono ridotte al minimo; un fondo a Canale e due a Pastoedo. Tuttavia il ruolo è stato storicamente importante. I documenti notarili dei scoli XVII e XVIII testimoniano due realtà vive che orientavano, attraverso una sorta di "mercato immobiliare dei terreni agricoli" e soprattutto i prestiti in denaro, l'economia dei villaggi rurali. La loro decadenza e il loro attuale ruolo di mera testimonianza storica, è legata alle vicende che hanno visto il tramonto della altre Vicinie del tenesse. La Vicinia Granda che possiede e gestisce numero terreni è invece tuttora molto attiva nella vita sociale ed economica della comunità. 

La Vicinia Granda: origine ed evoluzione

La Vicinia Granda di Ville del Monte presenta interessanti elementi, sia in relazione alla sua storia sia per la sua struttura organizzativa e le modalità operative. Le famiglie coinvolte sono quelle presenti nelle altre tre Vicinie, in particolare quelle di Canale e Pastoedo.

L'origine della Vicinia non è documentata per cui è possibile formulare solo ipotesi sulla base del confronto con la storia delle altre Vicinie e della tradizione orale che fa risalire la nascita della Vicinia Granda alle epidemie di peste nel Medioevo: le più gravi quelle del 1348, 1512 e 1630. Infatti queste epidemie furono devastanti per la comunità lasciando numerosi terreni senza proprietari e quasi certamente lasciti testamentari, anche se finora introvabili negli archivi storici. Ipotesi che ha un fondamento nelle analogie con l'origine documentata della Vicinia grande di Tenno. La " Vicinia Granda" era anticamente denominata anche "Vicinia dei Morti". Il Caposaldo " Sindaco dei Morti" aveva il compito di far rispettare la volontà dei defunti e garantire la distribuzione del pane e del sale nel giorno stabilito. Interessante a questo proposito le osservazioni di graziano Riccadonna "È noto che il culto e la memoria dei morti sono basilari per la civiltà contadina, nel senso di un riconoscimento costante dell'uomo con i propri antenati... La solidarietà tra i vivi e i morti caratteristica delle epoche storiche del passato, si esprime con un curioso spostamento di termini: quello che dovrebbe essere il sindaco dei beni lasciati dai trapassati diviene il sindaco dei Morti, l'istituzione composta dai beni lasciati dai morti diviene a sua volta la vicinai dei morti. La nascita della Vicinia è spiegabile in connessione con la nascita medioevale del purgatorio, il luogo che compare appunto come forma di solidarietà tra i vivi e i morti a partire dal trecento. È appunto con il secolo XIV che il Purgatorio appare nei testamenti. Il sistema della solidarietà fra i vivi e i morti si esprime a Ville del Monte attraverso la stessa denominazione della Vicinia. L'istituzione della messa comunitaria in suffragio delle an ime dei morti dimostra l'orientamento a indirizzare i suffragi verso le anime di coloro che hanno lasciato i beni alla Vicinia".

La Vicinia Granda di Ville del Monte nasce quindi come lascito e memoria dei defunti della peste, forse quella del 1512, innestandosi e usando come "modello" la struttura delle tre Vicinie esistenti. Sono introdotte, forse fin dalla nascita due regole molto rigide, sempre rispettate, che sono la ragione della sua sopravvivenza. In primo luogo non era possibile alienare le proprietà se non per "permuta", comunque vantaggiosa per la Vicinia. In secondo luogo, le cariche di "Omini" (membri dell'organismo rappresentativo di direzione e gestione) e Caposoldo e/o Sindaco dei Morti erano rigorosamente a rotazione, a turno annuale per ogni Villa, nominati con il criterio "il più anziano che non aveva ancora assunto il ruolo". Una forma di controllo democratico molto efficace che permetteva a tutti di conoscere direttamente la proprietà collettiva, con l'impossibilità di approfittare di lunghi mandati amministrativi per appropriarsi dei beni. Due semplici regole che hanno consentito di conservare attraverso i secoli, il patrimonio immobiliare e la storia della comunità.

La Vicinia Granda. Struttura organizzativa e modalità operative

Attualmente la proprietà dei beni compresi nella Vicinia appartengono, per antico diritto, ai Vicini che portano uno dei dodici cognomi originari. La Vicinia è diretta dall'Assemblea, convocata annualmente intorno al mercoledì delle Ceneri. Il Consiglio degli Omeni è formato da un un rappresentante per Villa, compreso S. Antonio, eletti di norma, con il criterio del più anziano che non ha mai amministrato: stesso criterio per il Caposoldo che tocca a rotazione ad ogni Villa. La Vicinia possiede una serie di terreni agricoli, che nei secoli, attraverso lasciti, donazioni, acquisizioni e permute sono giunti ai giorni nostri e tuttora sono dati in gestione ai vicini per nove anni attraverso un'asta di concessione. I ricavi sono destinati al mantenimento, miglioramento e incremento del patrimonio comune secondo le decisioni dell'Assemblea. il Venerdì Santo il Consiglio degli Omeni, continuando una secolare tradizione, distribuisce pane e focacce a tutti i Vicini e ai minori delle quattro Ville. Storicamente l'Assemblea dei "Vicini" si riuniva all'aperto, in località Strambevie, un luogo posto in posizione intermedia fra le Ville e da cui era possibile vedere tutte le campagne e i fondi di proprietà della Vicinia. Antica usanza riportata dalla tradizione orale e che trova conferma inuma documento notarile del 1720 riportante il luogo di convocazione in località "Extrambevie". Negli anni ottanta del secolo scorso, per ricordare ik luogo e la sua storia, la Vicinia Granda ha realizzato un'area attrezzata in cui sono stati collocati, oltre alle arcate con affreschi del pittore padovano Gianni Longinotti, un monumento in bronzo, opera dello scultore Livio Tasin, con quattro figure umane a grandezza naturale, che rappresentano le quattro Ville, una targa con i nomi dei "Vicini" e una fontana realizzata sul modello di quelle storiche esistenti nei borghi del tenesse. Recentemente è stato approvato lo Statuto redatto sulla base delle tradizioni orali che ha introdotto l'accesso delle donne all'Assemblea e la possibilità di acquisire e vendere terreni purché il ricavato sia destinato all'acquisto di altro bene, sempre allo scopo di incrementare il patrimonio della Vicinia. Le modifiche consentiranno alla Vicinia di muoversi in modo più dinamico e al passo con i tempi.

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Le Vicinie di Ville del Monte

La storia delle Vicinie delle Ville del Monte appare particolarmente significativa perché tre di esse sono ancora operanti e una, la Vicinia Grande, svolge un ruolo significativo nella comunità, e non solo a carattere culturale.

La nascita e l'evoluzione delle Vicinie del monte sono incerte e non sostenute da adeguata documentazione.

Gli atti dei notai sono le fonti più significative che permettono di ricostruire alcuni spezzoni di storia e formulare ipotesi.

Nella comunità esistevano quattro vicini: tre per le ville di Calvola, Canale e Pastoedo, legate alle relative famiglie originarie e la Vicinia Granda, comune a tutta la quadra appartenente a 12 ceppi familiari: Bagozzi, Baroni, Berti, Bonomi, Corraini, Cazzolli, Dongilli, Marocchi, Menini, Speranza, Stoppini, Zanolli. La Vicinia di Calvola non esiste più: è stata sciolta all'inizio dell'ottocento con la vendita dell'ultimo terreno.

La Vicinia di Canale, chiamata anche Vicinia piccola 

"Crediamo nei valori che avevano i nostri antenati. Aiutandosi e confrontandosi si possono affrontare tutte le avversità della vita e la Vicinia ne è testimone nel tempo".

MISSION

"Lo scopo primario della Vicinia è la conservazione e l'incremento del patrimonio vicinale [ossia la salvaguardia dei terreni agricoli della Vicinia, del territorio del tennese e delle sue tradizioni"

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VISION

"Abbiamo il progetto di unire assieme la Vicinia Granda al "Casel" con l'intento di conservare l'antico caseificio ternario di Canale di Tenno. "

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